RACCONTI BREVI

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QUELLO CHE AVANZAF

Tra chi è questo dialogo?

1- Non è un grande malato.

Ha indici invidiabili.

1- L’aspettativa della sua vita è diventata superiore.

E’ di fronte ad un totale cambiamento della sua natura.

(un orrore una tristezza un atto contro natura; ma da lì bisogna passare)

Ma ormai si è deciso.

Cambierà.

“Oggi si sente in giro meno gente”

Dalla radio un’informazione annunciata in tono squillante:

Abbiamo trasmesso musica nello spazio

Ripeto tra me ” Abbiamo trasmesso musica nello spazio”

Dopo poco

Cazzo hanno trasmesso musica nello spazio.

Poi…

Lascio cadere le mie armi sul terreno di battaglia che assomiglia molto ad una scrivania in disordine e guardando fuori da dove si può guardar fuori…

Verso sera dico tra me:

“Oggi si è sentita in giro meno gente”

Anche oggi mi tocca desistere, bisogna accettarlo, ma puntello la posizione per non ricominciare da capo domani…

“Non possiamo spostare la nuvola sopra casa tua”.

Domani si rincomincia ora chiudo gli occhi…

Quella scala presupponeva una quinta presenza.

Saliva delirante con fronzoli barocchi.

Il mio sguardo si sforzava ad accettarne l’esistenza.

Dentro la stanza un letto e sopra un parallelepipedo

Costruito dalle sole linee di delimitazione,

proteggeva te.

(In un castello assediato ho scoperto l’essenza del vivere

“Il graal”)

Nella stanza,

dietro ad una finestra senza vetro

eri li con lui in braccio.

La paura vi proteggeva da organi esterni

Non sono entrato né tanto meno ti ho parlato,

ma ho scoperto qualcosa che forse non è più segreto

Forse le cose più protette sono quelle senza barriere fisiche a separarle da chi le cerca.

 

Nel dirti qualcosa di più di una semplice parola.

 

Ma (scrivo quello che ora leggi per non lasciare così solo il ma)

….

….

Quello che provo andrà al di là.

 

Non sarà abbastanza,

lo so

e

sapendolo lo affronterò lo stesso

È una sensazione di infinito; speranza di trovare condivisione, emozione, perturbazione, assuefazione, completamento

Odio privare di libertà qualsiasi cosa quindi non mi priverò della liberta di dirti che:

Un giorno mentre tornavo a casa, dopo una giornata di quelle come c’è ne sono tante, col cielo blu scuro e le foglie gialle ancora sugli alberi, per ricordarti che anche le stelle prima di morire lanciano l’ultimo lampo di luce, ho provato una sensazione… come se in giro, sulla faccia della Terra, non ci fosse più nessuno.

Così ho preso uno specchio per accertarmi di esistere

Presumo di sapere.

Ma non abbastanza.

Le cose più importanti non le si impara certo su dei libri, sui libri si trova riscontro con ciò che si prova nella vita

e

È che…

se…

poi…

sempre più in là…

ancora un po’…

poco ancora…

ci si abitua a rimandare.

Ma,

nel rimandare c’è tutto quello che uno vorrebbe dirti protetto dalla tua sensazione.

Sono parole non dette ma che se solo vuoi sei in grado di sentire.

L’importante è quello che senti il resto è una conseguenza.

Tutto è conseguente, legato al passato, di ricordi che il tempo sembra aver cancellato ;

sono lì

dove?

Sospesi, basta una parola, una scritta, un profumo e tutto ritorna

(non torna perché ricordo inizia con ri-)

Protetto dal sentimento che ti lega a quella parola la puoi odiare, amare ma non sarà mai la stessa parola che leggerà un altro.

Proprio quando vorrei cambiare la mia vita ripenso a tutto compresa quella volta che…

 

Tutto è iniziato da lì, il cielo era azzurro poi è volato via.

Via verso la rincorsa o la fuga questo dipende dai punti di vista, come tutto del resto,

certo è che lo sto cercando…

Sulla terra ancora calda di cenere fumava quello che avanza di un esercito dopo una battaglia

(Il cielo era azzurro poi è volato via)

È in quella frase “ciò che avanza di un esercito dopo una battaglia”, avanza il cielo.

Avanza inesorabile quando si fermano i contendenti, ridotti cenere al suolo,

Due opposti schieramenti si affrontano all’ultimo sangue; perché tutto inizia da una dichiarazione di guerra: ti amo.

Fisicamente avanzano resti di corpi dopo essersi “offesi” a vicenda ma nell’anima restano cieli in movimento continuo; perturbazioni che non danno pace fino a portarti ad un’altra battaglia solo per aver l’illusione che alla fine di tutto si possa far muovere (avanzare) il cielo.

Così salto una riga per dare spazio ai tuoi pensieri che sono in grado di farmi muovere

“soluzioni nel numero prossimo” così vale anche per i rebus dove la soluzione che già sta fuori disegno è spostata anche nel tempo ma ci sono risposte contemporanee alla domanda?

Secondo me, si.

La contemporaneità di domanda e risposta sta nel tempo di uno sguardo, qualcosa di antico fuori dalla sintassi e dalla grammatica fuori da giochi di significante e significato è qualcosa di viscerale

non appartiene alla razionalità

Appartiene al fuoco

Irrazionale, pazzesco, intrigante, assurdo, coinvolgente, sinuoso.

Si ferma il tempo si attenuano la luci e per questo non programmabile nasce qualcosa di concreto solido indissolubile.

 

 

RACCONTI BREVIultima modifica: 2007-09-04T13:51:34+02:00da imaginary_city
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